Mazzin (Mazin in ladino) è il più piccolo comune della Val di Fassa, aggrappato su un crinale soleggiato allo sbocco della Val Udai, lungo la strada che costeggia il corso del torrente Avisio, in un ambiente naturale ricco di boschi e prati, circondato dall'imponente spettacolo delle vette dolomitiche. Il paese è noto agli appassionati di archeologia per le ricerche sistematiche portate avanti a partire dagli anni Sessanta del Novecento, grazie alle quali furono riportati alla luce importanti testimonianze sulle abitudini di vita dei Reti, la popolazione vissuta in Val di Fassa nel V secolo a.C. e precursore della lingua ladina. In particolare furono scoperti un castelliere, monili, armi e suppellettili vari, oggi custoditi presso il Museo Ladino di Vigo di Fassa.
In passato Mazzin era noto anche con l'appellativo di "paese dei pitores", con riferimento agli artigiani decoratori che emigravano stagionalmente in cerca di case da dipingere.
La sua felice posizione geografica, al centro della Val di Fassa, rende Mazzin un punto di partenza privilegiato per appassionanti escursioni lungo i sentieri montani e le vette dolomitiche, durante la stagione estiva; in inverno, invece, una capillare rete di skibus consente agli amanti della neve di raggiungere in brevissimo tempo le vicine aree sciistiche della Valle.
Attrazioni :
- i resti di insediamenti di origine retica (V secolo a.C.) sul Doss de Pingui;
- la parrocchiale dedicata a Maria Maddalena;
- la Chiesa dell'Immacolata, nella frazione di Campestrin, costruita nel 1852;
- la Chiesa della Madonna del Carmine, nella frazione di Fontanazzo, costruita nel 1643;
- Casa Battel, con torre cuspidata, affreschi e pregevoli decorazioni;
- il suggestivo lago d'Antermoia, di origine glaciale.